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Scritto da Administrator   
Sabato 10 Maggio 2008 15:44

TUTTI PAZZI PER IL TARTUFO!!!!!

Come rivela la rivista 'People', Madonna, ogni anno, durante la stagione del tartufo, tiene sotto controllo le sue quotazioni assoldando un team di universitari, lautamente pagati, per acquistare partite del fungo non appena la prima scelta sfiora i 400 dollari l'etto. Stessa passione per Nicole Kidman.

Si legge su 'In Touch' che l'attrice mangi tagliatelle con la 'grattatina' almeno tre volte a settimana. Senza contare altri colleghi come John Travolta, Quentin Tarantino e Johnny Deep.

In particolare l'interprete del mitico Tony Manero ne fa un uso smodato, ma solo prima dell'immancabile caffé italiano, mentre il regista di Pulp Fiction lo abbina sempre ad un grosso sigaro toscano.

Secondo il 'Metropolitan Post', pare che George Clooney sia un maniaco del Tartufo appenninico che ama grattugiare addirittura sulla pizza.



17 - 18 Novembre 2007

Campoli Appennino - XIX Festa del Tartufo Bianco e Nero pregiato Di Campoli: cronaca di un successo annunciato.

E' appena calato il sipario sulla prestigiosa fiera eno-gastronomica e i numeri: parlano chiaro: oltre 30.000 visitatori, tra cui una delegazione di giapponesi particolarmente curiosi di conoscere le attrattive del posto. Una Festa alla portata di tutti: dalle intere famiglie ai giovani, che quest'anno erano più numerosi che mai, per nulla frenati dal freddo intenso che, in realtà ha contribuito a rendere l'evento ancora più caratteristico. Oltre 70 Camper, giunti sabato mattina da tutta Italia, sono stati accuratamente posizionati sistemati all'interno di un'area allestita negli impianti sportivi. Non c'è che dire, mai come in questa edizione l'evento è stato curato nei dettagli, attraverso una promozione a livello nazionale. "Gusto", la nota rubrica enogastronomica del TG5, ha presentato il tartufo di Campoli; dagli studi di Rds Anna Pettinelli ha pubblicizzato questa XIX edizione.Per non parlare poi della massiccia campagna pubblicitaria su internet, in tutte le home page dei siti eno-gastronomici. "La presenza di oltre 70 camper - spiega l'assessore al Turismo Paolo Cipriani- è dovuta alla pubblicità mirata fatta sopratutto sulla home page del portale dei camperisti. 62 gli espositori provenienti da tutte le regioni d'Italia, comprese le eccellenze della Valle di Comino: i cannellini e il Cabernet di Atina, il pecorino di Picinisco e poi ancora, l'aglio rosso di Castelliri, la mozzarella di bufala di Amaseno, le ciambelle sorane. Erano presenti all'interno del percorso due punti degustazione: "La cucina della piccola Aurora" e "Le delizie al tartufo". Come ogni anno è stata notevole la presenza di autorità politiche, civili e militari sia a livello locale che regionale". La novità di quest'anno è stata l'idea, da parte dell'amministrazione e della Coldiretti, di allestire un convegno intitolato "Tartufai...quali prospettive" presso il Centro Orso di Campoli. In tale contesto, dopo un'introduzione da parte del sindaco Pietro Mazzone , la parola è passata al presidente provinciale della Coldiretti, Loris Benacquista. "Il mio vuole essere un ulteriore invito - ha sottolineato Benacquista - a fare sistema, creando un concreto tavolo di lavoro tra i vari sindaci del territorio, la Provincia, i tartufai e le aziende. Uno dei possibili risultati di tale concertazione potrebbe essere, ad esempio, una Fiera Regionale nella quale il tartufo campolese la farebbe da padrone". E tutti i presenti erano dello stesso avviso, dai rappresentanti dell'Arsial, a quelli della Provincia: è necessario trovare per i nostri prodotti agro-alimentari, una giusta collocazione che possa portarli alla ribalta per la loro specificità e tipicità. Il tartufo di Cmpoli deve essere promosso e valorizzato, dato anche il suo costo e prestigio. Come? Bisogna sostenere il produttore e, in tale azione occorre l'intervento della regione Lazio. Dello stesso avviso è stato l'onorevole Angelo D'Ovidio: "Plaudo al successo ottenuto dall'amministrazione campolese per l'impeccabile organizzazione dell'iniziativa che, però, andrebbe tutelata dalla regione (cosa che non avviene).Bisogna attuare un progetto di valorizzazione del tartufo, articolato in tre fasi: la prima rivolta ad una mappatura territoriale di ciò che è già esistente, la seconda riguardante l'immissione di semi per la produzione e, infine, la promozione del prodotto. Le numerose aziende presenti in Valle di Comino creano economia e pertanto vanno incentivate, perché in grado di concorrere con i grandi nomi a livello nazionale ed internazionale". Questa XIX edizioneè stata anche caratterizzata dalla suggestiva gara intercomunale di cani da tartufo, che ha visto la partecipazione di concorrenti provenienti da Sora, Belmonte Castello, Monte San Giovanni Campano, che hanno così sfidato i tartufai Campolesi. E a vincere è stato proprio un campolese Doc, Dario Conflitti, che con il suo cane è riuscito a trovare 5 tartufi in 1 minuto e 47 secondi, lasciando a bocca aperta tutti gli spettatori. Poi, durante il pomeriggio musica e balli tipicamente ciociari hanno travolto la folla dei visitatori: merito dei Calamus, che hanno così animato le vie del centro storico. I ringraziamenti da parte del sindaco Pietro Mazzone vanno ai commercianti di Campoli Appennino, gli espositori che hanno partecipato, alla protezione civile, al comandante dei vigili urbani, alle hostess che hanno guidato i visitatori, al consigliere Di Fina che con gli operai del comune si è occupato della parte logistica, e a tutti gli amministratori che hanno contribuito alla straordinaria riuscita della festa. Il primo cittadino plaude, infine, al gruppo di lavoro composto da Pancrazia Di Benedetto e Raffaello Benacquista, coordinati dall'Assessore alla Cultura, Commercio e Attività Produttive Giuseppe Ciuffetta e dall'Assessore al Turismo Ambiente e Urbanistica Paolo Cipriani. E, per concludere, si ringraziano tutte le autorità presenti.

Caterina Paglia Ciociaria oggi del 21/11/07

PER I CAMPERISTI

Per i visitatori muniti di camper il Sindaco mette a disposizione dei siti "idonei" per la sosta: parcheggio del campo sportivo e all'interno del campo. È gradita una comunicazione in anticipo per permettere una migliore organizzazione. infoline: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot, abilitare Javascript per vederlo tel. 0776/874000 (comune di Campoli App.no) CELL. 347/4530142 .

IL TARTUFO DI CAMPOLI APPENNINO HA LA SUA CARTA DI IDENTITA'

DOMENICA 17 GIUGNO A CAMPOLI APPENNINO SI E' TENUTO UN CONVEGNO SULLA «Tipicizzazione del Tartufo di Campoli Appennino - Studio della Filiera agroalimentare» realizzato dal Gal - versante laziale del Pnalm in collaborazione con l'Università di Tor Vergata di Roma presso la scuola elementare «Basilio Conflitti», con interventi del Presidente del Gal Loreto Policella, della docente dell'Università di Tor Vergata di Roma Antonella Canini e del sindaco di Campoli Appennino Pietro Mazzone. Hanno partecipato al convegno l'On. Angelo Picano, l'Assessore provinciale all'Agricoltura Dr Mario Ventura, il Presidente Provinciale della Col diretti Loris Benacquista, e i sindaci dei comuni limitrofi. La grande novità dal punto di vista scientifico è stato la scoperta del DNA del tartufo di Campoli da parte della prof.ssa Antonella Canini dell'Università di Tor Vergata di Roma, che ha evidenziato come il tartufo di Campoli sia unico, almeno in Italia. Tutto ciò in futuro porterà a qualificare ulteriormente questo prodotto

Alla scoperta del tartufo laziale

07/12/06 - È sua maestà il tartufo, il re della tavola, il prossimo protagonista all'enoteca regionale del Lazio "Palatium" di via Frattina. Da venerdì 8 a sabato 16 dicembre, sarà infatti presentato un menù tematico dedicato ai tartufi del Lazio, con il quale si vuole accompagnare i visitatori alla scoperta dei profumi e dei sapori dei tartufi della regione.

Tra le diverse varietà proposte del pregiato fungospiccano il tartufo bianco di Campoli Appennino e i tartufi della Valle del Turano, che in questo periodo si trovano freschi e al pieno delle loro qualità organolettiche. Prodotti di grande eccellenza, purtroppo ancora poco conosciuti dalla maggior parte dei consumatori che ancora non associano la nostra regione alla produzione di questo prezioso alimento.

L'iniziativa di Palatium nasce per invertire questa tendenza ed aiutare i nostri produttori a rilanciare il tartufo laziale sul mercato. La proposta dell'Enoteca si articola in un menù speciale realizzato esclusivamente con prodotti tipici del Lazio, con piatti studiati per esaltare le caratteristiche gusto-olfattive dei tartufi nostrani. Tutti i giorni, dalle 18, verrà presentata una degustazione di crostini con salsa tartufata, melanzane al tartufo, capperi e fagioli borlotti al tartufo e porcini.

Queste le specialità proposte: uovo all'occhio di bue con verdure all'olio e tartufo nero di Campoli Appennino e delle Valle del Turano; tartare di manzo biologico della Tuscia con verdurine croccanti, carpaccio di finocchio, paté di olive e tartufo nero pregiato di Campoli Appennino e della Valle del Turano; tonnarelli di grano duro biologico al cacio e pepe e tartufo bianco di Campoli Appennino; tagliata di manzo maremmana con tartufo bianco di Campoli Appennino; crostino con caciotta romana fresca e tartufo nero della Valle del Turano; semifreddo ai fiori di rosa canina e tartufo bianco di Campoli Appennino.

Arsial, Palatium: il tartufo è protagonista

06/12/2006

Da venerdì 8 a sabato 16 dicembre 2006, l'Enoteca Regionale del Lazio - Palatium presenta un menù tematico dedicato ai tartufi del Lazio, con il quale vuole accompagnare i visitatori alla scoperta dei profumi e dei sapori dei tartufi della nostra regione.

Tra le diverse varietà del pregiato fungo proposte spiccano il tartufo bianco di Campoli Appennino e i tartufi della Valle del Turano, che in questo periodo si trovano freschi e al pieno delle loro qualità organolettiche. Prodotti di grande eccellenza, purtroppo ancora poco conosciuti dalla maggior parte dei consumatori che ancora non associano la nostra regione alla produzione di questo prezioso alimento.

L'iniziativa di Palatium nasce per invertire questa tendenza ed aiutare i nostri produttori a rilanciare il tartufo laziale sul mercato. Un prodotto, che data la sua alta qualità, spesso finisce per esser portato e venduto in altre regioni erroneamente considerate più vocate della nostra, facendo perdere al nostro territorio un'importante valore aggiunto.

La proposta dell'Enoteca si articola in un menù speciale realizzato esclusivamente con prodotti tipici del Lazio, con piatti studiati per esaltare le caratteristiche gusto - olfattive dei tartufi nostrani e una degustazione, tutti i giorni dalle ore 18.00, di crostini con salsa tartufata, melanzane al tartufo e capperi e fagioli borlotti al tartufo e porcini.

Queste le specialità proposte: uovo all'occhio di bue con verdure all'olio e tartufo nero di Campoli Appennino e delle Valle del Turano; tartare di manzo biologico della Tuscia con verdurine croccanti, carpaccio di finocchio, paté di olive e tartufo nero pregiato di Campoli Appennino e della Valle del Turano; tonnarelli di grano duro biologico al cacio e pepe e tartufo bianco di Campoli Appennino; tagliata di manzo maremmana con tartufo bianco di Campoli Appennino; crostino con caciotta romana fresca e tartufo nero della Valle del Turano; semifreddo ai fiori di rosa canina e tartufo bianco di Campoli Appennino. Per prenotare contattare l'Enoteca Regionale Palatium, via Frattina 94, al numero: 06/69202132.


I tartufi nel Lazio

In Provincia di Frosinone si distinguono:

• La Valle del Liri (Campoli Appennino) per Tartufo Bianco Pregiato, lo Scorzone e per le zone più alte Tartufo Nero Pregiato;

• La zona che parte ad Est di Frosinone con importanti centri quali Sora, Pescosolido, Campoli Appennino, S.Donato Val di Camino sino a Sud del capoluogo con centri quali Cassino, Colle S.Magno e la zona del Monte Cairo per tutti i Tartufi Neri (Nero pregiato, Uncinato e Scorzone).

Le varietà dei Tartufi del Lazio
Il tartufo bianco pregiato di Campoli Appennino, nome scientifico TUBER MAGNATUM PICO è considerato il tartufo per antonomasia perché riveste un'importanza commerciale notevole. Ha un aspetto globoso, con numerose depressioni sul peridio che lo rendono irregolare. La superficie esterna é liscia e leggermente vellutata. Il colore varia dall'ocra pallido al crema scuro fino al verdastro. La sua carne o gleba é inconfondibile e si presenta bianca e giallo grigiastra con sottili venature bianche. Il suo profumo piacevolmente aromatico ma diverso dall'agliaceo degli altri tartufi lo rende unico nel suo genere. Vive in simbiosi con querce, tigli, pioppi e salici e raramente lo si trova in concomitanza ad altri tartufi. Il tartufo bianco, per nascere e svilupparsi ha bisogno di terreni particolari con condizioni climatiche altrettanto particolari: il suolo deve essere soffice e umido per la gran parte dell'anno, deve essere ricco di calcio e con una buona circolazione di aria. E' quindi intuibile che non tutti i terreni presentino queste caratteristiche e proprio questi fattori ambientali fanno si che il tartufo bianco diventi un frutto raro quanto ambito. La raccolta è da Settembre a Dicembre.

Il tartufo nero pregiato di Campoli Appennino, nome scientifico TUBER MELANOSPORUM VITT ha un aspetto abbastanza omogeneo e tondeggiante con verruche poligonali. Il colore bruno nerastro della superficie assume sfumature color ruggine allo sfregamento. La carne o gleba é chiara, il suo profumo é intenso, aromatico e fruttato.

Cresce nelle zone collinari e montane in simbiosi con il nocciolo, il rovere e la farnia. Dopo il tartufo bianco é considerato il più pregiato a livello commerciale ed é uno dei protagonisti della cucina internazionale. Il periodo di raccolta é da Dicembre a Marzo. Dove cresce il tartufo nero di solito la vegetazione scarseggia e sotto l'albero l'erba é rada a causa dell'azione del micelio. E' possibile osservare anche la presenza di una mosca particolare, l'Anisotoma Cinnamomea che normalmente deposita le uova nelle vicinanze del tartufo.

Il Tuber Aestivum, meglio conosciuto come tartufo nero estivo o più comunemente "scorzone" a causa della sua scorza ruvida, è un buon tartufo, anche se non ha la delicatezza e la finezza del profumo del tartufo nero invernale (Tuber melanosporum). Si presta a svariati usi in cucina ed ha il pregio di avere sempre un prezzo accessibile, anche nei periodi di raccolta più scarsi. Il Tuber aestivum è un tartufo resistente e si mantiene più a lungo rispetto alle altre varietà, permettendone in questo modo un uso più tranquillo.

Ultimo aggiornamento ( Mercoledì 30 Luglio 2008 07:47 )
 

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